Ripristinare Grub

Debian

La prima operazione da effettuare è procurarsi un CD/DVD o una penna USB con installata una distribuzione GNU/Linux funzionante come live.

Le possibilità sono molteplici, si può scaricare un immagine ISO, per esempio una Debian Live dal sito https://www.debian.org/CD/live/ e masterizzarla in un CD/DVD oppure scriverla su una chiavetta USB tremite il programma UNetbootin.

Adesso non vi resta che far avviare la vostra distribuzione in modalità live ed aprire un teminale
e autentificarsi con il comando

su

abbiamo preso una Debian Live per esempio in altre distribuzioni bisognerà usare il comando

sudo -s

Ora dobbiamo capire come il disco è partizionato quindi lanciamo il comando

fdisk -l

abbiamo volutamente scelto un disco con un doppio sistema

Device Boot Start End Sectors Size Id Type
/dev/sda1 * 63 586084351 586084289 279,5G 83 Linux
/dev/sda2 586084352 586289151 204800 100M 7 HPFS/NTFS/exFAT
/dev/sda3 586289152 625139711 38850560 18,5G 7 HPFS/NTFS/exFAT

per individuare la partizione che ci interessa e capire meglio il funzionamento.

Nell’esempio la partizione sarà sda1 che dovrà essere montata con il comando

mount /dev/sda1 /mnt

di seguito montiamo anche gli altri dispositivi con i seguienti comandi

mount --bind /dev /mnt/dev
mount --bind /proc /mnt/proc
mount --bind /sys /mnt/sys

Una volta montati tutti i dispositivi entriamo con il comando chroot nel nuovo sistema posizionato in mnt

chroot /mnt

se la partizione boot si trova in una partizione separata bisognerà montarla

mount /dev/sda1 /boot

mentre, come nel nostro esempio, la partizione è unica quindi dobbiamo solo lanciare il comando

grub-install /dev/sda

con questo comando Grub si andrà a reinstallare nel MBR del disco.

Se il comando grub-install dovesse restituire degli errori, sostituitelo con

grub-install --recheck /dev/sda

se avete installato nella vostra distribuzione os-prober lanciatelo per far riconoscere a Grub gli altri sistemi operativi installati

os-prober

e poi lanciate

update-grub

per aggiornare Grub.

Terminiamo le operazioni ed usciamo dall’ambiente chroot dando il comando

exit

e procediamo allo smontaggio delle partizioni dando in sequenza i seguenti comandi

cd ~

per tornare nella all’inizio del percorso lanciamo il seguenti comandi concatenati

umount /mnt/dev && umount /mnt/proc && umount /mnt/sys

per smontare i dispositivi ed infine smontiamo la cartella principale mnt con il comando

umount /mnt/

riavviamo il sistema con il comando

reboot

e ricordatevi di rimuovere il CD/DVD o la penna USB.

Archlinux velocizzare la navigazione con DNSMasq

DNSMasq velocizzare la navigazione

DNSMasq offre un servizio di conservazione delle richieste DNS (Domain Name Server) migliorando la velocità di connessione verso i siti già visitati.
Per installarlo aprite un terminale come amministratore di sistema e lanciate il comando

pacman -S dnsmasq

terminata l’installazione del pacchetto dnsmasq editate il file dnsmasq.conf

nano /etc/dnsmasq.conf

decommentate la riga #listen-address= ed aggiungete 127.0.0.1

listen-address=127.0.0.1

allo stesso modo decommentate #resolv-file= ed aggiungete /etc/resolvdnsmasq.conf

resolv-file=/etc/resolvdnsmasq.conf

salvate il file appena modificato ctrl + o ed uscite ctrl + z da Nano.

Ora bisognerà creare il file resolvdnsmasq.conf per farlo basta lanciare il comando

nano /etc/resolvdnsmasq.conf

all’interno di questo file vuoto dovete inserire i vostri server DNS oppure, per esempio, potete mettere gli indirizzi dei server DNS di Cloudflare

nameserver 1.1.1.1
nameserver 1.0.0.1

salvate il file appena creato ctrl + o ed uscite ctrl + z da Nano.
Per quanto riguarda DNSMasq abbiamo finito, ma se volete approfondire potete leggere qualcosa sul Wiki Archlinux alla pagina https://wiki.archlinux.org/index.php/Dnsmasq_%28Italiano%29.

Molti programmi di gestione delle connessioni come ad esempio NetworkMananer, Wicd, Netctl… vanno a sovrascrivere il file resolv.conf rendendo cosi inutile il lavoro effettuato prima.

Nella guida in inglese di DNSMasq si consiglia di inserire la stringa nohook resolv.conf alla fine del file dhcpcd.conf sinceramente non ho ottunuto nessun risultato il file resolv.conf continuava ad essere riscritto dal programma di gestione delle connessioni.
Per evitare tutto questo in rete si possono trovare diverse soluzioni, alcune funzionanti ed altre no.
La più semplice e secondo me la più pulita consiste nell’installare il pacchetto openresolv.
Per farlo

pacman -S openresolv

terminata l’installazione del pacchetto editate il file resolvconf.conf

nano /etc/resolvconf.conf

decommentate la riga #name_servers=127.0.0.1

name_servers=127.0.0.1

salvate il file appena modificato ctrl + o ed uscite ctrl + z da Nano.
Adesso fate bene ATTENZIONE aprire il file resolv.conf in questo modo

nano /etc/resolv.conf

cancellate tutte le righe nameserver ed inserire solo nameserver 127.0.0.1 come nell’esempio qui sotto riportato

# Generated by resolvconf
domain fastwebnet.it
nameserver 127.0.0.1

salvate il file appena modificato ctrl + o ed uscite ctrl + z da Nano.

Per finire lanciare il demone dnsmasq all’avvio di sistema con il comando

systemctl enable dnsmasq

e riavvitate la macchina.
Se non volete riavviare il vostro computer e volete provare subito le modifiche dopo aver lanciato il comando systemctl enable dnsmasq lanciate il comando

systemctl start dnsmasq

per controllare se tutto funziona aprite il vosto navigatore e controllate se la vostra navigazione risulta più veloce.

Un altro modo per aumentare la velocità di navigazione consiste nell’utilizzare un programma di navigazione leggero come ad esempio dwb.