Categoria: OpenSUSE

  • Gestire le AppImage con AppMan

    Gestire le AppImage con AppMan

    Appman è un gestore di file AppImage da riga di comando.

    Per installare AppMan bisogna aver prima installato diverse dipendenze

    • coreutils
    • curl
    • grep
    • sed
    • wget

    La prima operazione è quella di creare una cartella bin nella cartella nascosta .local da terminale lanciare il comando

    mkdir ~/.local/bin/

    editare il file nascosto .bashrc ed aggiungere le seguenti righe

    if [ -d “$HOME/.local/bin” ] ; then
    PATH=”$HOME/.local/bin:$PATH”
    fi

    adesso andiamo a scaricare AppMan da un terminale e digitare il seguente comando

    wget https://raw.githubusercontent.com/ivan-hc/AM/main/APP-MANAGER -O ~/.local/bin/appman

    rendiamolo eseguibile con

    chmod +x ~/.local/bin/appman

    creare un altra cartella per il file di configurazione

    mkdir ~/.config/appman

    per finire creare il file di configurazione

    echo "$HOME/Applicazioni" | tee -a ~/.config/appman/appman-config

    nella cartella Applicazioni verrano scaricati tutti i file AppImage

    diamo il comando

    appman -u

    per aggiornare il database invece per installare un AppImage

    appman -i nome_applicazione

    per esempio installiamo il navigatore

    appamn -i brave

    per disinstallarlo

    appman -r brave

    mentre per cercare un programma

    appman -q nome_applicazione

    per vedere la lista di tutte le applicazioni disponibili

    appman -l

    il sito ufficiale

    https://github.com/ivan-hc/AppMan

  • Ripristinare GRUB su partizione EFI

    Ripristinare GRUB su partizione EFI

    La prima operazione da fare è identificare la partizione EFI questo è possibile lanciando, da terminale (amministratore), il comando

    sudo fdisk -l

    oppure sostituire sudo con doas come spiegato nell’aticolo Voidlinux sostituire sudo con doas

    La partizione EFI e formattata Fat32.

    Nel nostro esempio sarà la sda1 mentre la partizione root sarà sda2

    Bisognerà montare le partizioni con i comandi

    sudo mount /dev/sda2 /mnt
    sudo mount /dev/sda1 /mnt/boot/efi

    fate attenzione la cartella EFI potrebbe essere differente per esempio /boot/EFI con le lettera maiuscole.

    Ora andremo a montare le varie cartelle

    sudo mount --bind /dev /mnt/dev
    sudo mount --bind /dev/pts /mnt/dev/pts
    sudo mount --bind /proc /mnt/proc
    sudo mount --bind /sys /mnt/sys
    sudo mount --bind /run /mnt/run
    sudo chroot /mnt

    L’ultimo comando configura un ambiente chroot

    Ora andremo a reinstallare GRUB

    grub-install --target=x86_64-efi --efi-directory=/boot/efi --bootloader-id=GRUB --removable
    
    update-grub

    Infine uscire dall’ambiente chroot

    exit

    smontare le partizioni

    sudo umount /mnt/chroot/boot/efi
    sudo umount /mnt/chroot

    riavviare il sistema

    sudo reboot
  • 50 editor di codice e testo

    50 editor di codice e testo

    1. Amp: basato su terminale ispirato a Vim, scritto in Rust.
    2. Bluefish: rivolto agli sviluppatori web.
    3. Cudatext: con supporto plugin.
    4. Dit: semplice e minimalista scritto in Lua.
    5. Ed: orientato alla linea, uno dei più antichi di Unix.
    6. Emacs: ampie opzioni di personalizzazione e funzionalità integrate.
    7. E: basato su un’interfaccia in linea di comando per i sistemi Unix.
    8. FeatherPad: leggero per l’ambiente grafico Qt.
    9. Geany: IDE leggero che offre strumenti di gestione e codificazione di base.
    10. Gedit: predefinito di GNOME, progettato per semplicità e facilità d’uso.
    11. GNOME Text Editor: elegante per l’ambiente grafico GNOME.
    12. Gobby: collaborativo in tempo reale per la modifca del testo.
    13. Helix: ispirato a Vim, sottolineando la velocità e il design moderno.
    14. Jed: terminale leggero e veloce simile a Emacs.
    15. jEdit: basato su Java per programmatori, con supporto per macro e plugin.
    16. JOVE : compatto e semplice simile a Emacs per i sistemi Unix.
    17. Jupp: la versione migliorata di JOE, ottimizzata per la moderna modifica del testo.
    18. Kakoune: editor di codici incentrato sulla selezione e l’editing efficiente.
    19. Kate: l’editor di testo di KDE con funzionalità multi-documento e split-view.
    20. Komodo Edit : versione gratuita e open source di Komodo IDE per le esigenze di codifica di base.
    21. Lapce: estensibile scritto in Rust, progettato per gli sviluppatori.
    22. Leafpad : editor minimalista per semplici attività di modifica del testo.
    23. Lite-xl: semplice, veloce, pieno di funzionalità ed estremamente estensibile.
    24. medit : leggero con supporto per più schede e plugin.
    25. Micro: Moderno editor basato su terminale con interfaccia intuitiva e supporto del mouse.
    26. Mined : progettato per l’elaborazione del testo Unicode.
    27. Mousepad: Semplice editor di testo per Xfce, ideale per attività leggere.
    28. Nano: semplice e facile da usare per gli utenti del terminale.
    29. ne: leggero e facile da usare per sistemi Unix e Linux.
    30. Neovim: forcella estensibile di Vim con interfaccia utente moderna e prestazioni migliorate.
    31. Notepad++: basato su Windows con modifica a schede e plugin estesi.
    32. Notepadqq: gratuito open source per Linux, progettato come alternativa a Notepad++.
    33. NuShell: una shell moderna che funge anche da editor di testo.
    34. PHCode: un editor di codice moderno e open source progettato per rendere la codifica intuitiva e piacevole.
    35. Pluma: per l’ambiante grafico MATE, simile a Gedit.
    36. Pulsar: clone di Atom guidato dalla comunità.
    37. SciTE: leggero e multipiattaforma con evidenziazione della sintassi e supporto per lo scripting.
    38. Sublime Text: leggero con funzionalità avanzate per sviluppatori e designer.
    39. TEA: multipiattaforma con caratteristiche di base di scrittura e codifica.
    40. Textadept: veloce e minimalista progettato per i programmatori.
    41. Tilde: basato su terminale progettato per essere facile per i principianti.
    42. vi : L’editor di testo originale orientato allo schermo per i sistemi Unix, semplice e veloce.
    43. Vile : editor simile a VI con miglioramenti e funzionalità aggiuntivi.
    44. Vim: editor modale altamente efficiente progettato per gli utenti esperti e la produttività.
    45. Vis: moderno ed efficiente come Vim con un ingombro ridotto e semplicità.
    46. Visual Studio Code: versatile e IDE con potenti estensioni.
    47. Xed: per Linux Mint, basato su Gedit con funzionalità aggiuntive.
    48. XEmacs: variante Emacs con funzioni grafiche e di personalizzazione aggiuntive.
    49. Yudit : editor di testo Unicode che supporta più lingue e script.
    50. Zed: un editor di codice (e testo) collaborativo, veloce e moderno progettato per gli sviluppatori.

  • Pannello Gnome percentuale batteria

    Pannello Gnome percentuale batteria

    Come mostrare la percentuale della batteria nel pannello di Gnome.

    Aprite un terminale e lanciate il comando

    gsettings set org.gnome.desktop.interface show-battery-percentage true

    oppure potete utilizzare dconf-editor e recarvi alla voce /org/gnome/desktop/interface/show-battery-percentage e impostare il valore personalizzato su vero

    Per utilizzare dconf-editor bisognerà installarlo, si apre un terminale e diamo il comando

    sudo xbps-install dconf-editor

    per le altre distribuzioni consigliamo di leggere l’articolo

    in quel caso basterà lanciare il comando

    nlx -i dconf-editor

    funziona con tutte le distribuzioni Debian e derivate, Fedora e derivate Archlinux e derivate

  • Agama 13 per l’installazione di openSUSE e SUSE Linux Enterprise

    Agama 13 per l’installazione di openSUSE e SUSE Linux Enterprise

    Lo YaST Il team harilasciato Agama 13 installer per la distribuzione openSuse.

    Impostazione del nome host

    La possibilità di impostare un nome per la macchina (ad esempio il nome host) durante l’installazione.

    Non esiste un hostname unico. Una macchina può avere diversi nomi. Questi variano a seconda dell’interfaccia di rete utilizzata per interagire con essa. Questi nomi possono essere statici o transitori. Ci sono diversi meccanismi per impostarli o modificarli con regole di precedenza in diverse situazioni.

    Uno di questi meccanismi menzionati era già disponibile nelle versioni precedenti di Agama-Live. I supporti di installazione specificavano hostname con l’argomento di avvio. In Agama 13 è stato introdotto il supporto per configurare il nome host nella configurazione Agama. Questo è limitato e utilizzabile nell’interfaccia a riga di comando e durante l’installazione incustodita. Abbiamo anche aggiunto una semplice sezione dedicata all’interfaccia utente web.

    Web interface to set the hostname

    Le impostazioni del nome host non dovrebbero rimanere nella propria sezione separata dell’interfaccia utente per – A lungo. Abbiamo in programma di integrarlo in un’altra sezione (probabilmente una nuova chiamata “Sistema”) in futuro Le uscite di Agama.

    Installazione su LVM

    Su Agama 13 c’è la possibilità di installararlo utilizzando LVM (Logical Volume Manager).

    Già era possibile definire i gruppi di volumi LVM e i volumi logici nella sezione storage della configurazione Agama. Può essere utilizzata sia tramite interfaccia che in riga di comando. Agama 13 fornisce una prima integrazione di tale funzionalità nel Interfaccia utente web.

    Web interface to configure LVM

    La nuova interfaccia consente già di definire uno o più gruppi di volume con un numero qualsiasi di volumi logici. Agama calcolerà automaticamente tutte le dimensioni finali sia per i volumi logici che per le partizioni necessarie per ospitare i volumi fisici LVM.

    Registra le estensioni dal Centro clienti SUSE

    Le possibilità offerte di predefinite da qualsiasi distribuzione Linux (open) SUSE possono essere estese aggiungendo i repository extra. Nel caso di prodotti di livello enterprise come SLES, ciò significa attivare componenti aggiuntivi ed estensioni, possono essere soggette a registrazione prima di essere disponibili per l’installazione.

    La configurazione di Agama 13 è stata estesa con l’opzione addon. L’esempio seguente illustra l’uso di questa funzione per registrare l’estensione. Può essere aggiunta in qualsiasi installazione di SUSE Linux Enterprise Server grazie al centro clienti di SUSE.

    {
    "product": {
    "id": "SLES",
    "registrationCode": "<CODE>",
    "addons": [
    {
    "id": "sle-ha",
    "registrationCode": "<CODE>"
    }
    ]
    }
    }

    Una funzione di configurazione Agama può essere utilizzata durante Installazione automatica e anche su installazioni interattive utilizzando l’interfaccia a riga di comando. Questo non implica che tale funzionalità sarà automaticamente disponibile all’interfaccia utente web di Agama.

    Selezione di singoli pacchetti da installare

    Simile al product la sezione Agama 13 estende anche la sezione software con nuove possibilità. Oltre all’elenco dei modelli precedentemente disponibili, ora è anche possibile specificare un elenco di singoli pacchetti, non necessariamente contenuti in alcun modello.

    {
    "software": {
    "patterns": ["gnome_desktop"],
    "packages": ["vim"],
    }
    }

    Come accennato in precedenza, non ci sono piani per aggiungere una selezione di software così fine al web Interfaccia utente di Agama.

    Supporto per URL in stile AutoYaST​

    Uno degli obiettivi di Agama è quello di fornire una transizione senza soluzione di continuità da AutoYaST.

    La configurazione è solitamente indicata da un URL che viene passato al programma di installazione. Ma gli URL di AutoYaST sono non standard come device://o label:// ogni di questi con la propria semantica specifica AutoYaST.

    Agama ora supporta gli URL che iniziano con device:, usb:, label:, HD:, DVD:e così via cd:, Per saperne di più visita la pagina corrispondente sito della documentazione di Agama. Supporto per schemi URL come file:, http:, ecc. sono ancora implementati utilizzando curl.

    Ricerca automatizzata di configurazione​

    AutoYaST è in grado di trovare l’installazione automatica, anche se nessun URL è stato esplicitamente specificato dall’utente.

    Se Agama viene avviato in modalità automatica ma non viene specificata alcuna configurazione (profilo), Agama cercherà automaticamente nelle stesse posizioni predefinite utilizzate da AutoYaST. In questi casi, Agama si aspetta un file di nome autoinst.jsonnet, autoinst.jsono autoinst.xml (in questo ordine) per essere localizzato su:

    • La radice di un file system denominato OEMDRV– Si’.
    • O la radice (/) dell’ambiente di installazione.

    Il primo file trovato viene utilizzato come profilo, avviando subito l’installazione.

    Distribuire i file durante l’installazione​

    AutoYaST permette di distribuire i file di configurazione completi utilizzando il <files />. Proprio come gli script, è possibile incorporare il contenuto del file nel profilo o recuperarlo da un percorso.

    {
    "product": {
    "id": "Tumbleweed",
    },
    "user": {
    "fullName": "beloved TUX",
    "password": "tux",
    "userName": "tux"
    },
    "root": {
    "password": "linux"
    },
    "files": [
    {
    destination: "/home/tux/scripts/test.sh",
    content: |||
    #!/usr/bin/bash
    systemctl start multipathd.socket multipathd.service
    |||,
    permissions: "755",
    user: "tux",
    group: "users"
    },
    {
    destination: "/root/test2.md",
    url: "https://gist.githubusercontent.com/example/a_file.md"
    }
    ]
    }

    È rinominato l’attributo body di scripts in content