- Amp: basato su terminale ispirato a Vim, scritto in Rust.
- Bluefish: rivolto agli sviluppatori web.
- Cudatext: con supporto plugin.
- Dit: semplice e minimalista scritto in Lua.
- Ed: orientato alla linea, uno dei più antichi di Unix.
- Emacs: ampie opzioni di personalizzazione e funzionalità integrate.
- E: basato su un’interfaccia in linea di comando per i sistemi Unix.
- FeatherPad: leggero per l’ambiente grafico Qt.
- Geany: IDE leggero che offre strumenti di gestione e codificazione di base.
- Gedit: predefinito di GNOME, progettato per semplicità e facilità d’uso.
- GNOME Text Editor: elegante per l’ambiente grafico GNOME.
- Gobby: collaborativo in tempo reale per la modifca del testo.
- Helix: ispirato a Vim, sottolineando la velocità e il design moderno.
- Jed: terminale leggero e veloce simile a Emacs.
- jEdit: basato su Java per programmatori, con supporto per macro e plugin.
- JOVE : compatto e semplice simile a Emacs per i sistemi Unix.
- Jupp: la versione migliorata di JOE, ottimizzata per la moderna modifica del testo.
- Kakoune: editor di codici incentrato sulla selezione e l’editing efficiente.
- Kate: l’editor di testo di KDE con funzionalità multi-documento e split-view.
- Komodo Edit : versione gratuita e open source di Komodo IDE per le esigenze di codifica di base.
- Lapce: estensibile scritto in Rust, progettato per gli sviluppatori.
- Leafpad : editor minimalista per semplici attività di modifica del testo.
- Lite-xl: semplice, veloce, pieno di funzionalità ed estremamente estensibile.
- medit : leggero con supporto per più schede e plugin.
- Micro: Moderno editor basato su terminale con interfaccia intuitiva e supporto del mouse.
- Mined : progettato per l’elaborazione del testo Unicode.
- Mousepad: Semplice editor di testo per Xfce, ideale per attività leggere.
- Nano: semplice e facile da usare per gli utenti del terminale.
- ne: leggero e facile da usare per sistemi Unix e Linux.
- Neovim: forcella estensibile di Vim con interfaccia utente moderna e prestazioni migliorate.
- Notepad++: basato su Windows con modifica a schede e plugin estesi.
- Notepadqq: gratuito open source per Linux, progettato come alternativa a Notepad++.
- NuShell: una shell moderna che funge anche da editor di testo.
- PHCode: un editor di codice moderno e open source progettato per rendere la codifica intuitiva e piacevole.
- Pluma: per l’ambiante grafico MATE, simile a Gedit.
- Pulsar: clone di Atom guidato dalla comunità.
- SciTE: leggero e multipiattaforma con evidenziazione della sintassi e supporto per lo scripting.
- Sublime Text: leggero con funzionalità avanzate per sviluppatori e designer.
- TEA: multipiattaforma con caratteristiche di base di scrittura e codifica.
- Textadept: veloce e minimalista progettato per i programmatori.
- Tilde: basato su terminale progettato per essere facile per i principianti.
- vi : L’editor di testo originale orientato allo schermo per i sistemi Unix, semplice e veloce.
- Vile : editor simile a VI con miglioramenti e funzionalità aggiuntivi.
- Vim: editor modale altamente efficiente progettato per gli utenti esperti e la produttività.
- Vis: moderno ed efficiente come Vim con un ingombro ridotto e semplicità.
- Visual Studio Code: versatile e IDE con potenti estensioni.
- Xed: per Linux Mint, basato su Gedit con funzionalità aggiuntive.
- XEmacs: variante Emacs con funzioni grafiche e di personalizzazione aggiuntive.
- Yudit : editor di testo Unicode che supporta più lingue e script.
- Zed: un editor di codice (e testo) collaborativo, veloce e moderno progettato per gli sviluppatori.
Categoria: Papyros
Papyros
-

50 editor di codice e testo
-

Firefox colorare la scheda attiva
In Firefox abbiamo notato che c’è poca differenza di colore tra la scheda attiva e le altre c’è un piccolo trucco su come colorare la scheda attiva.
La prima cosa da fare è avviare Firefox e sulla barra degli indirizzi scrivere
about:config
ora cliccate su sul pulsante Accetto i rischi (questa voce potrebbe cambiare con le nuove versioni), si aprirà una finestra con una nuova barra nella quale scrivere o cercare
toolkit.legacyUserProfileCustomizations.stylesheets
a questo punto modificate la voce da false in true e chiudete Firefox
Adesso bisogna aprire il file manager e andare nella cartella ~/.mozilla/firefox/ dove troverete la cartella utente del vostro profilo Firefox nel nostro caso è nazionlinux.default all’interno di questa cartella creare una nuova cartella chiamata chrome tutto in minuscolo all’interno della quale create un file di nome userChrome.css che dovrà contenere i seguenti comandi
.tab-background[selected=”true”], .tab-background[multiselected=”true”] {
background-image: none !important; background-color: #ff007f !important;
}Finito.
In breve possiamo riassumere in:
about:config -> toolkit.legacyUserProfileCustomizations.stylesheets -> true
creare la cartella
mkdir -p ~/.mozilla/firefox/nazionlinux.default/chromecreare il file userChrome.css
echo '.tab-background[selected="true"], .tab-background[multiselected="true"] {
background-image: none !important; background-color: #ff007f !important;
}' >> userChrome.css -

Papyros su Archlinux i686

Papyros è un ambiente grafico basato sul material design di Google.
Papyros si basa su le librerie Qt5 ed è ancora in fase sperimentale.
Prima per provare Papyros su Archlinux 32 bit bastava aggiungere queste righe
[papyros]
SigLevel = Never
Server = http://dash.papyros.io/repos/$repo/$archnel file /etc/pacman.conf ora bisognerà aggiungere
[papyros-testing]
SigLevel = Never
Server = http://dash.papyros.io/repos/$repo/$archper farlo bisogna aprire un terminale e autentificarsi come amministratore di sistema col comando
suora editiamo il file pacman.conf con il comando
nano /etc/pacman.confed aggiungiamo alla fine del file le righe sopradescritte, salviamo il tutto premendo contemporaneamente i tasti [ CTRL ] + [ o ] e usciamo da nano premendo i contemporaneamente i tasti [ CTRL ] + [ x ]
Prima di installare Papyros aggiorniamo il sistema ed i nuovi depositi col comando
pacman -Syuconfermiamo in caso di aggiornamenti premendo il tasto [ s ] per installarli poi installiamo Papyros col comando
pacman -S papyros-shella questo punto vi potreste trovare con delle dipendenze che vanno in conflitto quindi fate molta *** ATTENZIONE *** prima di confermare l’installazione di tutti i pacchetti.
Se invece siete dei temerari confermate tutti i pacchetti ed una volta terminato il processo d’installazione lanciate da un terminale il comando
papyros-sessione vi troverete difronte il nuovo ambiente grafico.
Vi ricordo per chi vuole provare Papyros su sistemi a 32 bit (i686) la dicitura è [papyros-testing] mentre sui i sistemi a 64 bit (x86_64) vanno bene entrambi [papyros] oppure [papyros-testing]
